Accessi, rifiuti, viabilità: dall’1 luglio entrano in vigore le nuove regole approvate dall’Autorità Portuale con un’ordinanza firmata dal presidente Gariglio

Nuove regole per la vendita del pesce, accessi riservati agli autorizzati, limiti alla circolazione dei veicoli, aree dedicate alle attrezzature e ai rifiuti, controlli tramite videosorveglianza. L’Autorità di sistema portuale del Mar Tirreno Settentrionale ha disposto l’ordinanza (qui il testo completo) che cambia, a partire dall’1 luglio, in maniera significativa l’organizzazione della pesca professionale in Darsena Vecchia e Scali Cialdini, due delle aree storicamente più legate a questo tipo di attività. Il regolamento fa seguito anche alla riqualificazione proprio della di Darsena Vecchia e Scali Cialdini che è stata illustrata nella mattina di ieri, martedì 23 giugno.  

Quanto approvato, come si legge nella delibera di approvazione, nasce infatti nell’ambito del progetto “Livorno Cold Chain”, finanziato con 10 milioni di euro di fondi Pnrr e destinato alla riqualificazione energetica e funzionale della Darsena Vecchia e degli Scali Cialdini. L’Autorità Portuale infatti evidenzia come la precedente disciplina delle aree demaniali marittime fosse ormai “datata” e non più adeguata alle nuove sistemazioni realizzate né all’evoluzione della normativa intervenuta negli ultimi anni. 

Darsena Vecchia: le aree dove è possibile la vendita del pescato

Una delle novità principali riguarda appunto la commercializzazione del pescato. La planimetria allegata al regolamento individua una specifica area della banchina destinata alla vendita diretta che viene ora concentrata nelle aree individuate dalla planimetria allegata. 

La planimetria della Darsena Vecchia
La planimetria della Darsena Vecchia 

Come si legge nel regolamento, la vendita è ammessa solo ed esclusivamente nelle zone colorate in blu dalle 7 alle 13.30 di ogni giorno solare e potrà essere effettuata esclusivamente dai pescatori professionisti e nelle immediate vicinanze dell’imbarcazione da cui proviene il prodotto. Eventuali strutture espositive dovranno essere completamente amovibili, identificabili e collocate accanto al peschereccio. Particolare attenzione verrà riservata alla tracciabilità del pescato e alle informazioni da fornire al consumatore, nel rispetto della normativa europea e nazionale. Per poter svolgere l’attività di vendita diretta, i pescatori professionisti dovranno inoltre presentare una specifica comunicazione allo Sportello unico per le attività produttive (Suap) del Comune di Livorno tramite il portale regionale Star, che provvederà a trasmetterla agli enti competenti per i controlli. 

Una ‘piattaforma’ della pesca professionale sugli Scali Cialdini

Se la Darsena Vecchia viene riorganizzata, gli Scali Cialdini assumono una vocazione ancora più marcatamente professionale. Il regolamento definisce infatti l’area come uno spazio destinato integralmente alla pesca professionale, con gestione affidata prioritariamente a un concessionario incaricato dell’organizzazione degli ormeggi e degli spazi operativi. 

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La planimetria degli Scali Cialdini

La planimetria individua due aree dedicate alla vendita del pescato, una zona per l’isola ecologica e gli spazi destinati ai servizi della marineria.  Restano inoltre i quindici locali destinati al deposito delle attrezzature da pesca, che potranno essere utilizzati esclusivamente per questa funzione. Proprio per rafforzarne la vocazione professionale, il regolamento vieta inoltre l’esercizio della pesca sportiva e ricreativa.

Autorizzazione e controllo di accessi. Diminuisce il traffico

Nell’area degli Scali Cialdini destinata alla pesca (delimitata in viola nella planimetria) l’accesso veicolare sarà consentito soltanto agli autorizzati. Ogni veicolo dovrà esporre un contrassegno o una tessera identificativa rilasciata dal concessionario con targa e nominativo del pescatore. L’ingresso sarà consentito esclusivamente per il tempo necessario alle operazioni di carico e scarico del pescato o delle attrezzature. 

Il regolamento introduce inoltre una nuova disciplina della circolazione nelle aree interessate: alcune porzioni saranno riservate esclusivamente ai pedoni, mentre nelle zone individuate nelle planimetrie sarà vietata in modo permanente la circolazione e la sosta dei veicoli, salvo le deroghe previste per particolari esigenze operative legate all’attività di pesca.

Il trasporto del pescato, la modalità

Il regolamento disciplina in maniera dettagliata anche la movimentazione del prodotto dopo lo sbarco. Nelle aree normalmente soggette a limitazioni della sosta potranno accedere i veicoli commerciali e quelli dei comandanti delle unità esclusivamente per le operazioni di carico e trasporto del pescato. La permanenza sarà consentita per un massimo di due ore e dovrà essere indicata tramite disco orario.

Il trasferimento verso mercati, grossisti o altri operatori commerciali dovrà inoltre essere accompagnato dalla documentazione prevista dalla normativa sulla tracciabilità, con identificazione delle partite trasportate. In sostanza il regolamento distingue nettamente tra la vendita diretta al consumatore e il trasporto del pescato destinato alla filiera commerciale.

Banchine dedicate alla pesca: stop a imbarchi e sbarchi non autorizzati

L’ordinanza definisce anche la funzione delle aree portuali interessate. Nella Darsena Vecchia e negli Scali Cialdini sarà vietato l’imbarco e lo sbarco di merci, passeggeri e veicoli di qualsiasi genere, fatta eccezione per i prodotti provenienti dalle unità da pesca e per i passeggeri delle attività di pescaturismo previste dalla normativa regionale.  Lo sbarco del pescato proveniente da unità che non hanno Livorno come porto base sarà comunque consentito, purché avvenga nelle aree individuate per la vendita diretta.

Aree dedicate a reti e attrezzature

Una delle principali novità operative riguarda il deposito dei materiali da pesca. Nelle planimetrie compaiono specifiche aree riservate allo stoccaggio delle reti e delle attrezzature professionali. Il regolamento stabilisce inoltre che reti e attrezzature dovranno essere conservate esclusivamente all’interno di ceste o baie in plastica o materiali analoghi e chiaramente identificabili con il nome dell’unità da pesca o con i dati di registrazione previsti dalla normativa. 

Viene espressamente vietato l’utilizzo di contenitori improvvisati o materiali di recupero come elettrodomestici dismessi, contenitori metallici o altre strutture non autorizzate. 

Vietato lavare pesce e reti in banchina

Ampio spazio viene dedicato anche alla tutela ambientale e al decoro delle aree portuali. Tra i divieti introdotti figurano:

  • il lavaggio e la cernita del pescato sulle banchine;
  • il prelievo di acqua dal bacino portuale per la pulizia del pesce e delle reti;
  • il lavaggio delle reti;
  • la sabbiatura e la verniciatura delle imbarcazioni;
  • il pompaggio in mare delle acque di sentina o di sostanze inquinanti;
  • il deposito di materiali al di fuori delle superfici autorizzate.

L’obiettivo dichiarato è ridurre l’inquinamento e migliorare il decoro delle aree utilizzate dalla marineria professionale.

Arrivano le isole ecologiche dedicate alla pesca

Nelle due planimetrie inoltre è possibile notare anche specifiche aree verdi destinate alle isole ecologiche. Qui i pescatori potranno conferire reti dismesse, cime, cassette in polistirolo, imballaggi in plastica e rifiuti indifferenziati prodotti durante l’attività. L’accesso alle isole ecologiche sarà riservato ai comandanti dei pescherecci preventivamente autorizzati dall’Autorità di Sistema Portuale secondo le procedure previste dal regolamento per la gestione dei rifiuti delle navi. 

Il regolamento disciplina inoltre anche il conferimento dei cosiddetti “rifiuti accidentalmente pescati”, ovvero i materiali recuperati in mare durante le battute di pesca, che dovranno essere conferiti, separatamente dai rifiuti prodotti dal peschereccio, al concessionario del servizio di raccolta dei rifiuti delle navi, su chiamata. 

Obbligo di pulizia e videosorveglianza

Particolare attenzione viene dedicata anche al decoro. Come si legge nel regolamento, “al termine delle attività quotidiane la zona prospicente l’accosto utilizzato per la vendita diretta deve essere completamente ripulita”, con rimozione di residui, rifiuti e strutture temporanee utilizzate durante la giornata. A completare il sistema arriverà inoltre un impianto di videosorveglianza destinato al controllo delle aree, alla tutela del patrimonio pubblico e al rispetto delle nuove disposizioni.

Fonti: Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Settentrionale. Livorno Today

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