“Repliche e riflessioni sul nuovo assetto viario attorno alle scuole Fattori di via Tiberio Scali”

Comunicato Stampa Comitato Via Terrracini
Gentile Redazione / Spettabile Assessora alla Mobilità, leggiamo con attenzione le osservazioni avanzate dal signor Fabrizio Gazzarrini in merito al nuovo schema di viabilità introdotto nell’area compresa tra via del Vigna, via Capponi, via Terracini e il controviale di viale Carducci.
Pur comprendendo la premura e l’interesse dei residenti per la vivibilità del quartiere, riteniamo doveroso offrire alcuni elementi di riflessione critica e di merito che vanno presi in considerazione prima di bocciare l’intervento.
1. Valutazione prematura e tempi di adattamento Tracciare un bilancio definitivo basandosi sui primi giorni di riapertura delle scuole peraltro con orario ridotto e provvisorio rischia di condurre a conclusioni affrettate. Ogni modifica significativa della viabilità richiede fisiologicamente alcune settimane affinché gli automobilisti e le famiglie si abituino ai nuovi percorsi, superino la guida “a memoria” e riorganizzino le proprie routine di spostamento.
2. Visione sistemica vs. interventi parziali La proposta di invertire unicamente il senso di marcia di via Terracini rischia di essere un intervento miope: un’ottimizzazione locale che risolve il disagio di un singolo tratto stradale ma ne scarica le conseguenze sulle vie adiacenti. Come condivisibilmente evidenziato dall’amministrazione, una modifica isolata in via Terracini andrebbe a sovraccaricare via Capponi e a sbilanciare l’equilibrio dei tempi semaforici su viale Ippolito Nievo. La mobilità urbana richiede una gestione d’insieme, il cui obiettivo primario è convogliare il traffico di attraversamento verso le arterie principali (viale Carducci) salvaguardando il cuore residenziale.
3. Sosta selvaggia e responsabilità dei comportamenti civici Gli intoppi e i rallentamenti segnalati nelle fasce d’entrata e d’uscita scolastica sono causati in massima parte dalla cattiva abitudine della sosta in doppia fila e dalla pretesa di accompagnare gli alunni fino alla soglia dell’istituto in automobile. Nessuna modifica ai sensi unici o alla geometria delle strade può risolvere il problema se non si interviene prima di tutto sui comportamenti individuali. Piuttosto che stravolgere la viabilità a ogni protesta, è opportuno promuovere soluzioni integrative di mobilità sostenibile (come l’attivazione di linee Pedibus o la definizione di aree dedicate di Kiss & Ride) unitamente a un costante presidio della Polizia Municipale.
4. Interventi strutturali per il deflusso del traffico I correttivi apportati nell’area del controviale e verso l’innesto con l’Aurelia (inclusa la riorganizzazione dei parcheggi per ampliare lo spazio d’accumulo dei veicoli prima del semaforo) rispondono alla precisa necessità tecnica di evitare che i blocchi stradali si ripercuotano a catena verso la scuola e l’interno del quartiere. Si tratta di misure studiate per migliorare la capacità complessiva dell’incrocio nelle ore di punta.
5. Importanza del monitoraggio basato sui dati Infine, va ricordato che l’Amministrazione ha già programmato una fase di monitoraggio sul campo coincidente con il regime scolastico a pieno orario (8-16). Sarà su quei dati oggettivi e rilevati nel tempo, e non sulle sensazioni o sulle criticità fisiologiche del primo giorno di scuola, che si potranno valutare eventuali correttivi reali ed efficaci.
In conclusione, si invita a un approccio costruttivo e cauto: concedere al nuovo piano il tempo necessario per entrare a regime è la premessa indispensabile per giudicarne i reali benefici sulla sicurezza e sulla qualità della vita dell’intero quartiere.
Pubblicità
